
Alberto Ruce (Sicilia, 1988) è un artista internazionale residente tra Parigi e Marsiglia, il cui lavoro fonde tecniche classiche e linguaggi contemporanei per creare opere intime e poetiche. Cresciuto tra spray e muri metropolitani, ha sviluppato un linguaggio fatto di trasparenze, velature e stratificazioni leggere, capace di lasciare emergere la materia viva del muro e di instaurare un dialogo sottile con la luce, il tempo e il paesaggio. Le sue opere mettono al centro l’essere umano e la relazione con la natura, trasformando volti, essenze vegetali e bagliori del bosco in presenze che accolgono lo spettatore e lo invitano a sostare e riconoscersi.
Per il progetto Resté, Ruce ha realizzato la serie Il Popolo del Bosco nei territori di Rodello e Cerretto Langhe, prendendo come soggetti gli abitanti delle RSA “La Residenza” di Rodello e “La Pineta” di Cerretto Langhe. I loro volti, intrecciati con foglie e luce del bosco, creano un dialogo poetico tra umanità e natura, memoria e presenza. Nel murale di Rodello, dipinto sulla facciata della canonica, le rughe degli anziani si fondono con le trame del paesaggio circostante, mentre a Cerretto Langhe le opere realizzate su teli ombreggianti dialogano con gli alberi e le stagioni, diventando presenze mutevoli che abitano il luogo come creature del bosco. I ritratti fotografici, grazie alla tecnica di velatura e trasparenza dell’artista, si trasformano in immagini sospese che custodiscono memoria e risonanza, tracce che restano pur lasciandosi attraversare dalla luce.
La residenza Resté, promossa dalla Parrocchia di San Lorenzo di Rodello insieme ai Comuni di Diano d’Alba, Montelupo Albese e Rodello, invita a “restare” come gesto di ascolto, cura e relazione con il territorio. La presenza di Alberto Ruce nel progetto offre uno sguardo sulle possibili forme contemporanee del restare: nelle parole, nei luoghi, nella natura e nel prendersi cura, come atto condiviso e generatore di futuro.
L’opera è trasparenza: non nasconde, ma rivela. Fa emergere ciò che il muro custodisce, accoglie i tocchi della luce e conserva ciò che permane, anche quando tutto sembra dissolversi.